Trekking a Greve in Chianti

Greve in Chianti
Trekking a Greve in Chianti
La zona di
Greve in Chianti offre una gamma di percorsi, di soste, di ristori, di bellezze naturali e artistiche che certamente vale la pena di conoscerla in ogni suo aspetto.
Per chi intende impegnarsi maggiormente attraverso sentieri e mulattiere, incontran do tracciati antichi e vecchie fonti, avvertendo la presenza di una piccola fauna nel suo habitat naturale, è davvero avvincente l`itinerario che partendo dal piccolo borgo del Ferrane si reca alla cima del Monte San Michele a 892 metri sul livello del mare, la cima più alta dei Monti del
Chianti Dal centro del borgo un sentiero sterrato s`inerpica verso una macchia che s`infittisce sempre più: è la pineta di Poneta, una delle più belle del
Chianti dove la ginestra in pri mavera riempie l`aria con il profumo dei suoi fiori gialli. Dopo aver superato Poggio Mandorli e il centro minore abitato di Chiocchio, ci addentriamo nel podere Barberino dove sostiamo brevemente presso l`omonima fonte, già sorgente abbandonata. Un breve tratto in discesa ed appena dopo la contrada Croce intrave diamo i borghi storici di Mugnana e Sezzate, il cui castello è situato in posizio ne centrale e che, dopo accorti restauri, conserva le antiche strutture tardo-medioevali. Qui, nel 1198 fu siglato il patto che sancì la nascita della Lega Toscana A quota 600 metri in coincidenza con il bivio di Rugliana, la strada prosegue e s`i nerpica creando una direttissima verso Monte San Michele, la cima più alta dei Monti. Per tale crinale panoramico sulle valli sottostanti, occorre superare il passo di Sugarne, tra belle pinete ed un sottobo sco rigoglioso. Il nostro tracciato "classico" devia invece per le Caselle, dandoci l`op portunità di ammirare la fonte vecchia d`o rigine etrusco-romana da cui parte un bre ve tracciato di strade. Dal podere Lame una breve salita ci conduce al castello di
Lizzano. Senza difficoltà lo sterrato lambi sce l`ingresso di
Greve in Chianti e supe rata la fattoria di Zano, una delle soste pro grammate è San Cresci. Dal suo poggio scorgiamo Colognole.
La
Pieve di San Cresci a Greve in Chianti comincia ad essere ricordata dal 948. Intitolata al Santo marti re Acrisio, volgarmente detto Cresci, la Pieve fa parte di un complesso formato dalla Canonica, la Cappella del SS. Sacramento, la sacrestia e una casa coloni ca. La semplice struttura della chiesa è costituita da una sala centrale terminante con un presbiterio, composto da quattro colonne e da sei semicolonne sorreggenti una cupola formata da una volta a vela. Oggi, della struttura architettonica origina le resta ben poco: la data 1668, rinvenuta sull`architrave di una delle porte che si aprono sul cortile, può confermare una generale sistemazione di tutto il comples so, realizzata appunto, nella seconda metà XVII sec. Nel 1966 un fulmine colpì il tet to provocandone il crollo. I danni già note voli, furono aggravati dalle piogge successi ve che penetrarono liberamente all`inter no della chiesa, dalla breccia apertasi nella copertura. I restauri, eseguiti dalla Diocesi con la consulenza della Soprintendenza ai Beni Architettonici e con il coordinamento generale del Prof. Duccio Trassinelli, dura rono fino al 1997.
Il restauro interno della Pieve ha permes so di riscoprire, sotto l`intonaco che le ave va celate nel 1854, dodici figure di Santi, disposte lungo le pareti laterali e del pre sbiterio. Nel 2003 anche le cantine e la macina pertinente alla casa colonica sono state a loro volta restaurate facendo emergere alcuni degli elementi caratteristici della millenaria tradizione contadina. Il sentiero da San Cresci può proseguire verso la famosa Badia a Passignano, con brevi soste alla sorgente San Rocco e alla fonte di Pugliano.
Il nostro trekking, in coincidenza della località Il Casino e della prima sorgente San Rocco, devia su un tracciato etrusco diri gendosi su una quota variabile fra i 300 e i 400 metri in direzione di Montefioralle che, di origine antichissima, forse il primo insediamento nel
Chianti viene considera ta la prima sede religiosa ed amministrati va degli Etruschi in Val di Greve
Montefioralle a Greve in Chianti: una finestra nel Medioevo - Il castello, un tempo teatro di secolari lot te tra Siena e
Firenze per la supremazia sulla Toscana centrale, è oggi ancora abita to, e conserva intatta l`urbanistica medie vale. Una passeggiata tra le minuscole case di pietra, con i vasi alle finestre, è un auten tico tuffo nel Medio Evo. L`unica strada dal lastricato pulito si arrampica fino alla som mità del poggio, fino a ritornare al punto di partenza. La possente struttura del cas sero medievale è oggi occupata dalla goti ca chiesetta di S.Stefano, edificio ad un`uni ca navata che conserva uno dei patrimoni artistici più ricchi e preziosi della zona: una tavola dugentesca della Madonna col Bambino di un anonimo maestro fiorenti no, fra le meglio conservate esistenti; una rappresentazione su tavola della SS.Trinità, opera del XV attribuita a Neri di Bicci e un`Annunciazione della fine del Trecento di scuola fiorentina, forse quello stesso Maestro della Madonna Straus cui si attri buisce anche il bel polittico con Madonna e Santi conservato nella chiesa del Sacro Cuore in Greti.
Amerigo Vespucci, uomo del rinascimento - Un modesto edificio è tradizionalmente indicato come la casa di Amerigo Vespucci. Americo di ser Nastagio Vespucci, classe 1454, fu esploratore, navigatore, mercante,
astrologo, studioso, oltre ad essere l`unico che diede il nome ad un continente. Un vero uomo del Rinascimentio, insomma. Una curiosità sull`illustre famiglia: l`ultimo dei Vespucci, Amerigo di Cesare è sepolto nel camposanto di Montefioralle. Nel 1875 finiva l`antica prosapia dello scopritore del nuovo mondo", recita l`epi grafe sormontata da un`aquila americana che stringe lo stemma dei Vespucci. Superato il borro di Montefioralle, scorgiamo la fonte della Lama: un`antica fonte, tappa fra Greve e Montegonzi. Di spicco, in questo viaggio alla scoperta delle vecchie fonti, è la sorgente di Bagnolo. Proseguendo si giunge a Vignamaggio con la sua storia e le sue architetture di epoca rinascimentale, il bel giardino all`italiana e, non ultima, la pregiata produzione vitivini cola. Poi oltre la villa fattoria, la strada s`inerpica su un tracciato riconducibile all`e poca romana che attraversa il castello di Lamole. Il tracciato romano prosegue costeggiando il fontino del Molino e due piccole sorgenti nei pressi delle poche case di Casole. Il tracciato antico segue il borro dei Macconcini e il borgo di San Michele per inerpicarsi, con non poche dif ficoltà, sulla cima del Monte San Michele. Le fonti del Barbiere e dei Lavatoi, con le belle terracotte smaltate, sorgono alle fal de di una struttura di ristoro e di ospitali tà. Alcuni recenti reperti hanno dimostra to l`esistenza di un posto di guardia romano, a presidio della via Cassia Adriana che dal passo Sugarne attraversava il Monte San Michele. Dai primi del Novecento la costruzione di una grande croce di ferro su un basamento di pietra era il segnale, l`invito di una "meta" oggi raggiungibile a cavallo, in mountain bike e... a piedi. Ma, a parte l`impegno richiesto dal trekking, la zona di Greve offre molte possibi lità di gite di scarso impegno sportivo ma di interessante impegno culinario sia per quanto riguarda il consumo nelle varie trattorie, sia per quanto riguarda l`acquisto di materie prime, soprattutto di olio, vino, carne e insaccati. La zona è tutta costella ta di luoghi di offerte agro-alimentari fra le più preziose di tutta la regione: irrinunciabili trattorie, ristoranti, botteghine e lus suose macellerie dove sarebbe una vera follia non prevedere una gustosa sosta. E, sempre in questa zona, non è da sotto valutare l`artigianato ancora oggi molto sviluppato che offre in vari campi prodotti di altissima qualità, come vedremo più avanti.
.... da `Greve in Chianti` ( Comune di
Greve in Chianti )